Analisi dello stato dell’Arte del Carnevale di Viareggio

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Questa è un’analisi dello stato dell’arte, ovvero della situazione economica, del Carnevale di Viareggio analizzando i bilanci dal 2016 al 2025 (ultimo bilancio consuntivo a disposizione), opportunità e minacce che girano intorno a Burlamacco.

Bisogna ricordare che nel 2016 la Fondazione era guidata da un Commissario dovuto allo stato di dissesto dichiarato dal Comune di Viareggio.

Proviamo quindi a dare un’analisi comparativa approfondita del bilancio della Fondazione Carnevale tra il 2016 e il 2025 ricordando che siamo passati attraverso il COVID e l’inflazione media è stata del 2,09%.

In estrema sintesi, la struttura economico-finanziaria dell’evento ha vissuto una crescita imponente (quasi raddoppiata) sia nei costi che nei ricavi, con una transizione fondamentale: la manifestazione è diventata molto più sostenibile grazie all’esplosione dei ricavi da biglietteria, riducendo la dipendenza storica dai contributi degli enti locali.

Analisi dei Ricavi (Entrate)

Il totale dei ricavi è passato da 3,62 milioni € (2016) a 6,80 milioni € (2025).

1. Il “Boom” dei Biglietti

  • Incasso Biglietteria Corsi Mascherati: Passato da 1.322.048 € a 4.244.384 € (+221%). Questa è la vera chiave di volta del bilancio. Se nel 2016 la biglietteria copriva solo il 36% delle entrate, nel 2025 copre oltre il 62% dell’intero bilancio. In quegli anni il costo del biglietto è passato da 18 a 22 euro, il cumulativo da 30 a 40 euro.

2. Contributi Pubblici e Sostegni

  • Regione Toscana: Rimane stabile come colonna portante con il contributo ordinario di 1.000.000 € (nel 2016 c’era anche un una tantum straordinario di 100.000 €).
  • Comune di Viareggio: Il contributo diretto scende da 466.000 € a 325.000 €, ma viene compensato da una nuova voce “Comune conto rimborsi” pari a 218.000 €.
  • Nuovi Enti: Nel 2025 compare l’importante supporto del Ministero dei Beni e Attività Culturali (65.000 €).

3. Valorizzazione del Brand e del Territorio

  • Cittadella e Museo: I proventi da attività nella Cittadella sono cresciuti del 371%, passando da 25.827 € a 121.839 €, segno di un’apertura e di uno sfruttamento della struttura lungo tutto l’anno.
  • Sponsorizzazioni: Crescono in modo solido (da 110.024 € a 139.900 € ) ma ancora non rappresentano un vero e proprio pilastro di tenuta finanziaria.

Analisi dei Costi (Uscite)

Il totale dei costi è salito in parallelo, passando da 3,52 milioni € a 6,68 milioni €.

1. Dove i costi sono aumentati di più:

  • Manifestazioni diverse: Balzo clamoroso da 63.000 € a 737.493 € (+1070%). Questo indica una fortissima diversificazione degli eventi collaterali, dei rioni o delle attività culturali correlate ai corsi principali.
  • Organico (Personale): Più che triplicato, passando da 339.044 € a 960.761 € (+183%). Riflette una struttura organizzativa molto più professionale o un aumento della sicurezza/gestione interna.
  • Circuito: Il costo di gestione e allestimento del circuito è quasi raddoppiato (da 538.762 € a 945.045 €), probabilmente a causa delle normative più stringenti in termini di safety & security.
  • Promozione: Più che raddoppiata (da 164.939 € a 392.975 €), coerente con l’aumento esponenziale del pubblico pagante.
  • Ammortamenti: Cresciuti sensibilmente da 77.964 € a 317.205 €, indice di forti investimenti strutturali fatti negli anni precedenti.

2. Il fulcro storico: i Carri

  • Costruzioni: La spesa per la realizzazione dei carri e delle mascherate passa da 1.752.256 € a 2.302.704 € (+31%). Sebbene sia cresciuta in valore assoluto per adeguarsi al costo dei materiali, l’incidenza percentuale sul totale dei costi si è ridotta (era il 50% dei costi totali nel 2016, oggi è il 34%), lasciando spazio ad altre voci di spesa collegate alla macchina organizzativa.

Conclusioni

Il bilancio del 2025 fotografa un Carnevale profondamente diverso da quello del 2016:

  1. Minore dipendenza dalla politica e più dal mercato: Nel 2016, senza il milione della Regione e i soldi del Comune, il Carnevale sarebbe stato strutturalmente in perdita. Nel 2025, la sola biglietteria copre ampiamente le spese di costruzione dei carri e di gestione del circuito.
  2. Crescita della macchina organizzativa: I forti incrementi nelle voci Manifestazioni diverse, Organico e Promozione indicano il passaggio da una singola “sfilata di carri” a un vero e proprio festival diffuso, permanente e fortemente pubblicizzato.
  3. Edizione settembrina del 2021. Un trend inficiato dall’edizione tenutasi – causa Covid – a settembre del 2021 rimasta agli annali per qualche problema organizzativo con gli stabilimenti ancora aperti ed una perdita di -1.459.521 euro che viene, via via, ripianata con gli avanzi d’esercizio delle edizioni successive (come evidenziato nei due grafici sotto).

Lo schema sotto è un estratto dal Bilancio 2025: la colonna di sinistra rappresenta l’esercizio 2025, quella di destra l’esercizio 2024. Il Patrimonio netto è aumentato enormemente perché il Comune di Viareggio ha conferito la Cittadella alla Fondazione Carnevale (lo vedremo dopo). Al punto VIII si possono notare le perdite provenienti dagli esercizi precedenti (Carnevale Covid ed altre edizioni che vengono attenuate dalla buona edizione 2025).

Alla pagina 18 del Bilancio, nella Nota Integrativa, compare la dicitura Fondo di Dotazione ma non quella di Fondo di Gestione, come dovrebbe essere per i bilanci delle Fondazioni.

In questo schema abbiamo provato una rielaborazione dei bilanci della Fondazione Carnevale distinguendo il bilancio secondo la normativa e dicitura tipica delle Fondazioni ovvero Fondo di Dotazione e Fondo di Gestione.

Il nodo cittadella

Dal 2025, senza grandi dibattiti in città, la Cittadella del Carnevale è divenuta proprietà esclusiva della Fondazione Carnevale di Viareggio.

Questo assetto è il risultato di uno storico “passaggio di consegne” avvenuto a gennaio 2025. Fino a quel momento, infatti, l’intera struttura (inaugurata nel 2001) era di proprietà del Comune di Viareggio.

Con la firma dell’atto ufficiale tra l’amministrazione comunale e l’ente di Burlamacco, l’intero complesso edilizio – che comprende i 15 hangar per la costruzione dei grandi carri, il Museo della Cartapesta, gli uffici, i laboratori e le aree adiacenti, per un valore stimato di oltre 8 milioni di euro – è stato ufficialmente conferito e trasferito nel patrimonio della Fondazione stessa.

Poiché la Fondazione Carnevale è comunque un soggetto interamente partecipato dal Comune, il bene rimane di natura pubblica, ma questo passaggio permette alla Fondazione di operare in totale autonomia per attuare piani di investimento pluriennali e riqualificazioni (come il progetto del nuovo Parco del Carnevale).

Gestire un patrimonio immobiliare imponente, complesso e specializzato come la Cittadella del Carnevale comporta per una Fondazione una serie di sfide e rischi economico-finanziari notevoli. Se da un lato la proprietà del bene conferisce solidità patrimoniale, dall’altro stravolge la natura stessa del bilancio dell’ente.

I principali pericoli e rischi di questa gestione includono:

1. L’Impatto degli Ammortamenti sul Risultato d’Esercizio

Con l’acquisizione di un immobile stimato in milioni di euro, la Fondazione deve iscrivere a bilancio quote di ammortamento annue molto elevate (il deprezzamento teorico del bene nel tempo).

  • Come si nota già nel bilancio, tra il 2016 e il 2025 la voce Ammortamenti è già passata da 77.964 € a ben 317.205 €.
  • Se i ricavi della biglietteria o i contributi pubblici dovessero calare anche solo per una stagione (ad esempio per il maltempo), l’ente rischierebbe di trovarsi in forte perdita strutturale proprio a causa del peso contabile di questi ammortamenti.

2. L’Onere della Manutenzione Straordinaria e Adeguamenti Normativi

Strutture come gli hangar dei carristi, i laboratori, i musei e le grandi arene pubbliche richiedono manutenzioni continue.

  • Il pericolo: Tetti da rifare, impianti di sicurezza da aggiornare, barriere antincendio o interventi strutturali antisismici possono richiedere esborsi da centinaia di migliaia di euro improvvisi.
  • Se la Fondazione non accantona annualmente un “fondo rischi e manutenzioni” adeguato, una singola riparazione straordinaria potrebbe drenare i fondi destinati alla creazione dei carri o alla promozione dell’evento stesso.

3. Illiquidità del Patrimonio (“Asset Rich, Cash Poor”)

La Fondazione diventa “ricca” sulla carta perché possiede immobili di grande valore, ma quel valore non è liquido. Non si possono pagare i dipendenti, la sicurezza del circuito o i premi ai carristi vendendo un pezzo di hangar. Se i flussi di cassa immediati (biglietti e sponsor) non sono costanti, la Fondazione rischia crisi di liquidità, pur avendo un bilancio patrimoniale solido.

4. Rischio di Contenziosi e Responsabilità Civile

Essere proprietari di un’area monumentale aperta al pubblico, dove si svolgono attività industriali/artigianali pesanti (la movimentazione dei carri in cartapesta, l’uso di saldatrici, resine, impalcature) espone la Fondazione a enormi responsabilità legali. Qualsiasi incidente sul lavoro all’interno della proprietà o sinistro che coinvolga il pubblico del museo o della Cittadella ricade direttamente sulle polizze assicurative e sulla responsabilità giuridica dell’ente proprietario, con conseguente impennata dei costi assicurativi.

5. Costi Fissi Rigidi e Vulnerabilità agli Eventi Esterni

Nel 2016 la Fondazione aveva costi fissi legati alle strutture molto più flessibili (pagava canoni o spese parziali). Oggi, i costi della Cittadella (utenze, riscaldamento, vigilanza, manutenzione ordinaria) corrono 365 giorni all’anno, indipendentemente dal fatto che il Carnevale si faccia o meno.

  • Se dovesse verificarsi un’altra emergenza globale (come una pandemia) o una serie consecutiva di edizioni falciate dal maltempo che azzerino gli incassi della biglietteria (che oggi pesano per oltre 4,2 milioni di euro), i costi strutturali della Cittadella rimarrebbero identici, spingendo la Fondazione verso il dissesto se il Comune o la Regione non intervenissero con salvataggi d’emergenza.

A fronte di questi rischi, la sfida principale per il management della Fondazione è trasformare la Cittadella da “costo fisso” a centro di ricavo permanente, affittando gli spazi per concerti, congressi ed eventi commerciali anche nei restanti 11 mesi dell’anno.

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