Stadio di Pini: una storia infinita

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Nel mese di settembre 2026, l’amministrazione comunale di Viareggio ha approvato uno stanziamento aggiuntivo di 400.000 euro nel tentativo di condurre a termine i prolungati lavori allo stadio dei Pini.

Lavori che, noi comuni mortali, pensavamo terminati all’indomani della maga inaugurazione costata la sciocchezza di 238 mila euro tenutasi il 24 settembre 2025.

E invece no.

Con questo ulteriore impegno finanziario, i costi complessivi degli interventi di restauro – finora attestatisi a 11,9 milioni di euro – supereranno la soglia dei 12,3 milioni.

A fronte di tale investimento, l’opera ha visto la ricostruzione della gradinata con una capienza ridotta rispetto al passato (passata da 13 a 10 file di gradoni) e una serie di adeguamenti normativi e strutturali sulla restante parte dell’impianto.

Per contestualizzare l’entità della spesa, risulta utile il confronto con altre realtà nazionali, come il caso del Benito Stirpe di Frosinone. Tra il 2015 e il 2017, per far fronte alla promozione della squadra locale nel massimo campionato, la città ciociara (circa 42.000 abitanti) ha realizzato una struttura da oltre 16.000 posti interamente coperta e dotata di circa 4.000 parcheggi, salvaguardando la sola tribuna coperta e ricostruendo ex novo le curve e la gradinata opposta. Il costo complessivo fu di 20 milioni di euro (pari a circa 26 milioni riparametrati ai costi attuali), suddivisi tra l’amministrazione pubblica (11 milioni) e la società Frosinone Calcio (9 milioni).

Mettendo a confronto i dati ed evidenziando la spesa al singolo posto a sedere, emergono le seguenti rilevazioni:

  • Frosinone (costo storico 2017): 1.240 euro per posto (con un impatto reale sulle casse pubbliche ridotto a circa la metà grazie al cofinanziamento privato)
  • Frosinone (stima costi attualizzati): 1.612 euro per posto
  • Viareggio (spesa consolidata): 3.163 euro per posto
  • Viareggio (con i nuovi fondi): 3.236 euro per posto

A differenza del modello Frosinone, fondato sulla collaborazione pubblico-privata, la spesa per lo stadio dei Pini continuerà a gravare interamente sui bilanci del Comune e sui cittadini viareggini.

L’analisi dell’opera riapre inoltre il dibattito sulle possibili alternative urbanistiche e funzionali che si sarebbero potute percorrere. Tra le opzioni ipotizzate vi era la progettazione di un impianto calcistico moderno ispirato a soluzioni di sfruttamento intensivo dello spazio — sulla scorta di modelli internazionali come lo stadio di Braga — combinato con una riqualificazione dell’area “Del Chiaro / Vecchia Piscina” in cittadella dello sport. Tale assetto avrebbe consentito di accogliere l’atletica e le altre realtà sportive locali, mantenendo il Palazzetto dello Sport come polo d’accesso.

Un impianto concepito secondo i criteri della moderna sosta e fruizione sportiva, piuttosto che la revisione conservativa della struttura preesistente, avrebbe potuto offrire un supporto concreto al rilancio degli eventi cittadini, fornendo al contempo alla società calcistica locale uno strumento idoneo ad attrarre pubblico e investitori.

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